Alfa 4c

Eu não concordo com essa estupidificação dos consumidores.

Em que é que os produtos alfa actuais à venda no mercado se destacam da sua concorrência directa? Aí tens a tua razão pela qual a alfa não vende mais, não é intelectualmente honesto justificar falta de vendas com estigmas do passado.

Tens marcas coreanas que se afirmaram apesar da péssima reputação, bastou fazer um bom produto.
concordo em parte, o sucesso das coreanas é preço baixo, design mais europeu e garantias de 7 anos... Além das fortunas em publicidade.
 
Eu não concordo com essa estupidificação dos consumidores.

Em que é que os produtos alfa actuais à venda no mercado se destacam da sua concorrência directa? Aí tens a tua razão pela qual a alfa não vende mais, não é intelectualmente honesto justificar falta de vendas com estigmas do passado.

Tens marcas coreanas que se afirmaram apesar da péssima reputação, bastou fazer um bom produto.

Dois... normalmente os ciclos de crescimento forte dão-se no segundo bom produto de uma mesma linha. Algo que a Fiat tem tido muita dificuldade em fazer, ou pq não faz um 2º produto em tempo útil ou porque não é bom. Vide exemplos Punto e Gd Punto por ex. No lado dos descontinuados a Lybra na Lancia e o 147 (que foi muito bom, no bom seguimento do 146, mas esteve 2 anos morto antres do Giu) e agora o 159, uma vez mais bom no seguimento do 156, embora sem atingir os objectivos a que se propôs e morreu sem que se saiba onde está o sucessor.

Estes Kia de que todos falam, não são os primeiros produtos, são bons (razoáveis) produtos na linha do que tinham feito para trás e por isso já se vai perdendo o estigma.
 
Uma boa evolução para o 4C era montarem o novo motor de Formula 1!!!!

Com a Jaguar a tirar mais de 500cv dum 4 cilindros 1.6, já devemos ter estado mais longe de ter motores derivados da F1 em carros de estrada.

Talvez o Alpine venha com um V6 1.6 baseado no motor Renault de F1.

Vocês devem andar a consumir "cenas" pesadas.......

Isso com 2 anos de garantia e a cumprir normas né?[:D]
 
Uma boa evolução para o 4C era montarem o novo motor de Formula 1!!!!

Com a Jaguar a tirar mais de 500cv dum 4 cilindros 1.6, já devemos ter estado mais longe de ter motores derivados da F1 em carros de estrada.

Talvez o Alpine venha com um V6 1.6 baseado no motor Renault de F1.



Só 500cv por um 1.6 a jaguar é fraquinha, já a lancia á decadas extraia tanto ou mais que isso nos seus 4 cilindros, quanto aos f1 já existiram motores 1.5 com mais de 1000cv.
 
Entrevista em italiano a Mario Pierallini, engenheiro da AR:


OmniAuto.it: Com’è nata l’idea di un’auto così di rottura come l’Alfa Romeo 4C?

Mauro Pierallini: "La 4C nasce da un foglio bianco e da un’idea. O meglio, il foglio bianco è stato il presupposto per concepirla, svilupparla e realizzarla come un’idea di auto sportiva diversa: la supercar accessibile, prendendo come parametro di accessibilità il rapporto tra prezzo e prestazione. L’Alfa 4C Launch Edition costa 60.000 euro, che è un “bel” prezzo per un persona “media” in Europa, ma che comunque non trova riscontri sul mercato. Tra le concorrenti nessuna è in grado di fare di meglio, offrendo la stessa tecnologia e lo stesso livello di prestazione. Non è quindi possibile dare una definizione univoca di accessibilità, ma il rapporto prezzo/prestazione è comunque un buon indicatore per una macchina che è stata progettata per essere un’auto esclusiva nei contenuti e nelle performance, ma anche per diventare un desiderio realizzabile per gli appassionati del marchio Alfa Romeo e non solo, in tutto il mondo".

OmniAuto.it: Qual è stata la sfida più difficile da affrontare?

Mauro Pierallini: "Il nostro foglio bianco, inizialmente privo di vincoli progettuali e produttivi, si è subito dovuto confrontare con sfide notevoli. La prima è stata dover tener fede a un punto di riferimento imprescindibile: una supercar deve avere un rapporto peso/potenza inferiore ai 4 kg/CV. Ogni cavallo del motore deve cioè “portarsi appresso” solo 4 chilogrammi di peso e per ottenere questo risultato potevamo scegliere la via più facile, puntare sul numero di cavalli, perché tanta potenza significa tante prestazioni. Ma anche alti costi d’acquisto e di gestione, per un’auto che sarebbe diventata nettamente meno accessibile. Abbiamo allora deciso di prendere la strada più impegnativa: lavorare sulla riduzione di peso, scegliendo materiali che combinano leggerezza ed efficienza e che quindi hanno perfezionato - a volte persino creato - processi produttivi che sposano la tecnologia e l’artigianalità. Siamo così riusciti ad ottenere un peso a secco di 895 kg, che fanno della 4C una delle auto più leggere del mondo, che pesa molto meno di una citycar e offre così un rapporto peso/potenza di 3,85 kg/CV".

OmniAuto.it: Dove avete lavorato di più in termini di riduzione di peso?

Mauro Pierallini: "Abbiamo lavorato molto sui materiali, scegliendoli per il peso specifico, per le proprietà chimico-fisiche e meccaniche che meglio rispondono all’esigenza di prestazioni e di comportamento di un auto sportiva come questa. Negli 895 kg dell’Alfa Romeo 4C, il 38% è costituito da alluminio, il 23% da acciaio e il 10% fibra di carbonio. Ma in realtà questo 10% in peso è pari a ben un quarto dell’intero volume della 4C ed è il principale responsabile della sua leggerezza totale e del suo comportamento dinamico ottimale. Oggi infatti la fibra di carbonio è il materiale che garantisce la migliore efficienza tra peso ed efficienza, per questo è stato scelto per la monoscocca con funzione strutturale che costituisce la cellula centrale e portante del telaio. Questa monoscocca pesa solo 65 kg, è stata progettata internamente da un nostro team di specialisti, dedicato a 4C, e viene prodotta dalla Adler Plastic, nostro partner in questa sfida. Infatti, l’altro settore fondamentale dove abbiamo investito molto tempo ed energie è il processo produttivo. La monoscocca Alfa Romeo 4C nasce da un processo innovativo che mette insieme lo stato dell’arte in termini di tecnologie realizzative con l’abilità manuale tipica degli artigiani italiani. In questo modo è stato possibile portare la tecnologia pre-preg di derivazione Formula 1 in una produzione di serie. Ci sono solo altre 5 vetture al mondo con questa tecnologia. E Alfa Romeo è l’unica a poterlo fare per una cadenza produttiva superiore ai 600 pezzi l’anno e a poter arrivare a produrne fino a 3.500 auto all’anno. La fibra di carbonio pre-preg ci ha permesso di progettare il pezzo e realizzarlo in maniera coerente alla sua funzione strutturale, perché le fibre di carbonio pre-impregnate possono essere disposte seguendo la direzione ottimale per sopportare gli stress meccanici. Un risultato che con un materiale metallico si avrebbe solo con strati sovrapposti, spessori differenziati e rinforzi aggiunti. Inoltre, abbiamo utilizzato un altro processo detto Cocura: è una polimerizzazione in autoclave che consente di produrre in un unico processo le strutture scatolate. Queste di norma nascono da più componenti, spesso con materiali diversi, prodotti e assemblati in più fasi. Il montante A dell’Alfa 4C, per esempio, è diverso da un montante in acciaio, composto da circa 6 pezzi uniti tra loro e alla scocca in più fasi del processo produttivo. Con la Cocura, il montante A è un unico oggetto, parte strutturale della monoscocca portante e dunque reagisce come un monolito, più rigido in termini di comportamento dinamico su strada e robusto per quel che riguarda i crash test. I tralicci anteriori e posteriori sono in alluminio fusi e forgiati sotto pressa per eliminare ogni possibile porosità residua. C’è alluminio anche nei freni, con dischi anteriori realizzati con tecnologia ibrida, cioè con campana in alluminio e corona in ghisa per un risparmio di 2 kg per ogni disco. Le saldature, infine, sono a filo continuo con trasferimento a freddo di metallo, che innalza la precisione, non deforma i componenti e riempie in maniera ottimale eventuali giochi".

OmniAuto.it: E nel restante 29% del peso, quali materiali leggeri avete utilizzato?

Mauro Pierallini: "Per la carrozzeria dell’Alfa 4C, sempre nell’ottica di privilegiare su tutto la leggerezza, abbiamo usato l’SMC, un composto a base di polimeri a bassa densità. Questo materiale ha una densità di 1,5 g/cm3 ed è più formabile rispetto ad acciaio ed alluminio; una libertà in più in termini di stile e design che contraddistinguono l’Alfa 4C. Inoltre è un materiale stabile, che non si deforma in caso di piccoli urti e resiste molto bene agli agenti chimici ed atmosferici e assorbe molto bene la rumorosità. Nella nostra corsa contro il peso ci siamo affidati anche al poliuretano RIM iniettato per paraurti e parafanghi e non abbiamo risparmiato neppure i vetri. Tutti i cristalli della 4C sono più sottili mediamente del 10%, consentendo un alleggerimento del 15% rispetto alla vetratura di una vettura standard. In particolare il parabrezza è spesso soltanto 4 millimetri, pur con una forma particolarmente aerodinamica e difficile da produrre".

OmniAuto.it: Quanto e quando sarà possibile trovare le tecnologie della 4C sulle automobili “normali”?

Mauro Pierallini: "L’Alfa 4C è un campo di esercizio per l’utilizzo di questi materiali. Un allenamento che sarà estremamente utile per raggiungere i requisiti necessari per combattere le emissioni sulle automobili del futuro riducendone il peso. Certamente si assisterà ad un passaggio da materiali tradizionali a materiali più sofisticati in termini di leggerezza. L’Alfa Romeo 4C è un banco di prova molto efficace non solo per la fibra di carbonio, ma anche per i materiali plastici alternativi e per i compositi a un prezzo più abbordabile, come nel caso dell’SMC, che potrebbero tornare molto utili per le auto diciamo così normali. Abbiamo già allo studio parecchi componenti per i modelli del Gruppo Fiat del futuro".
 
Eu não concordo com essa estupidificação dos consumidores.

Em que é que os produtos alfa actuais à venda no mercado se destacam da sua concorrência directa? Aí tens a tua razão pela qual a alfa não vende mais, não é intelectualmente honesto justificar falta de vendas com estigmas do passado.

Tens marcas coreanas que se afirmaram apesar da péssima reputação, bastou fazer um bom produto.

Essa pergunta é perfeitamente válida também para certos carros que vendem mais, e que de superiores à concorrência geralmente têm pouco ou nada. É evidente que o nome e a história recente influenciam muito os consumidores, e não é uma questão de estupidificação.
 
se calhar não, mas os motores que disseste se calhar nem 1000 duram e nem estou a falar de serem mexidos, é mesmo irem para o lixo


Não vão para o lixo não, as modalidades já são caras de manter, se a cada corrida tivessem de atirar com o motor para o lixo, há muito já não existiam essas modalidades, os motores são revistos de corrida para corrida e é substituido qualquer componente mais sugeito a desgaste, assim como alguns que aparentem ter problemas ou seja provavel virem a ter.
 
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Até a ignição está do lado errado.

Aquele painel de instrumentos, faz-lhe falta um mostrador analógico, podiam ter combinado um com o painel digital.
 
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