Alfa Romeo, ecco i due suv per il rilancio
In arrivo crossover ispirati alla «Matta» degli anni 50 e al Kamal, concept di piglio sportivo, del 2003
di Massimo Mambretti
"Il rilancio dell'Alfa Romeo è partito ed è fra i pilastri principali della strategia varata della neonata Fiat Chrysler Automobiles. Investimenti per 5 miliardi di euro e otto nuovi modelli entro il 2018 sono gli elementi che porteranno la casa del Biscione a giocare le sue carte sia nel settore Premium sia in mercati da cui mancava da tempo o nei quali, addirittura, non era mai stata presente. L'obiettivo fissato è quello di passare dalle circa 75mila unità vendute nel 2013 alle 400mila previste per il 2018.
Insomma, la nuova vita dell'ultracentenaria Alfa Romeo, marchio spesso appeso a rumors e a lungo appetito anche dal gruppo Volkswagen, ha imboccato una via ben definita. La quale si snoda per le fasi di sviluppo e ingegnerizzazione nonché di produzione che sono tutte made in Italy, nonché affidate a un esercito di oltre 200 ingegneri alcuni dei quali presi in prestito da Maranello, cioè dalla Ferrari.
Tra i modelli annunciati, sebbene fra gli ultimi ad arrivare nel piano presentato a Detroit ai primi di maggio durante l'Investitor Day, ci sono anche proposte del tutto inedite per casa Alfa Romeo, sebbene parzialmente ricollegabili alla Matta degli anni Cinquanta: ovvero il fuoristrada Doc che venne messo in contrapposizione alla Fiat Campagnola nelle gare per le forniture al Ministero della Difesa. Oggi, o meglio verso il 2018, l'Alfa Romeo riproporrà le evoluzioni in chiave 21esimo secolo di quel modello che, per la cronaca, alla fine non raccolse il gradimento della rivale torinese. Ecco, allora, che tra 2016 e 2018 arriveranno in casa Alfa Romeo due crossover: uno di taglia media e uno più grande.
Per gli strani giochi del destino saranno frutto del filo che collega l'Alfa Romeo di oggi con la galassia Fiat, perché è facile prevedere che sotto le vesti si celeranno soluzioni prelevate dalla banca d'organi del neonato gruppo Fca, in particolare i sistemi di trazione integrale che in casa Jeep non mancano di certo. Suv e crossover, specie che costituiscono un settore in continua espansione e destinato a non conoscere crisi a livello globale per tantissimo tempo, non potevano mancare in un piano di rilancio e, soprattutto, in seno a un marchio Premium. Che, per motivi ormai noti, ci arriva fra gli ultimi, ma come si dice meglio così piuttosto che mai!
E pensare che l'Alfa Romeo, nel 2003, aveva fatto ipotizzare che lo sbarco nel territorio di suv e crossover non fosse poi così lontano. Infatti, al salone di Ginevra di quell'anno mise sotto i riflettori, quasi a sorpresa, la Kamal.
Si trattava di un suv di piglio sportivo di taglia media (era lungo poco più di 4,30 m) con lineamenti tipicamente Alfa Romeo, basato sulla 147 ed equipaggiato con un V6 di 3,2 litri a benzina da 250 cv e dotato di trazione integrale con 3 differenziali a tecnologia Torsen per ripartire la motricità. La Kamal non è mai nata ed è restata non solo un bell'esempio di creatività ma anche di opportunità ceduta ad altri, poiché non è affatto azzardato dire che la formula del
Suv sportivo che aveva portato alla ribalta è stata recepita ed evoluta da rivali del Biscione, per esempio la Bmw con la X6 e la recentissima X4, mentre quella del crossover di taglia media ha dato un'accelerazione all'approvazione allo sviluppo di modelli di analoghe dimensioni di costruttori europei, per esempio la Volkswagen Tiguan prima, l'Audi A3 prima, la Range Rover Evoque poi.
Tanto per citarne alcuni.
La decisione di cimentarsi nel settore di Suv e crossover è l'ulteriore conferma di come si evolverà la famiglia dell'Alfa Romeo per presentarsi in maniera convincente nel prossimo futuro in tutti i mercati. Se le eredi della Kamal - ma perché una di esse non si chiamerà proprio così? - arriveranno in ritardo rispetto alle proposte della diretta concorrenza del marchio. Ciò non dovrebbe costituire un grosso limite alla loro diffusione perché le ultime analisi di mercato indicano ancora a lungo la crescita delle richieste in giro per il mondo (dovrebbe raddoppiare verso il 2018) e perché l'appeal che esprime il marchio è molto forte. Inoltre, ora che il puzzle di Fiat Chrysler Automobiles è stato completato, che tecnologie nuove sono allo sviluppo e che la parentela con Jeep è diventata stretta, le due crossover potranno mettere in campo tanti elementi per essere convincenti. Inoltre, va aggiunto che la più piccola delle due dovrebbe avere molti punti di contatto, nascosti dalle vesti, con l'erede delle attuali Jeep Compass e Patriot."
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